Resorts Magazine
U n libro che non si legge: si attraversa, si abita, come certi luoghi che non tornano più, come gli amori decisivi, quelli che non finiscono davvero mai. Una lunga deriva consapevole dentro il tempo, lo spazio e la memoria. Fin dalle prime pagine Angelo Tondini Quarenghi chiarisce la sua postura esistenziale: «Il viaggiatore trova quello che non cerca. Il turista cerca quello che non trova». In questa distinzione, netta e quasi morale, è già contenuto l’intero senso dell’opera, che rifiuta l’idea del viaggio come consumo per affermarlo come conoscenza, rischio, perdita. Il viaggio, per Tondini, è una forma di conoscenza morale prima ancora che geografica. Non è evasione ma esercizio dello sguardo: «sono sempre pronto a stupirmi e a godermi il più grande spettacolo del mondo: la Natura, la gente, qualche rara opera dell’uomo». Eppure questa meraviglia è continuamente attraversata da una malinconia lucida, perché «il pianeta è stupendo, meraviglioso, ma noi Sapiens, sempre più numerosi e inutili, lo stiamo velocemente distruggendo». La poesia nasce così da una frizione: tra ciò che è stato e ciò che non sarà più, tra il silenzio perduto e il rumore contemporaneo. di Ovidio Guaita Non voglio cose, voglio momenti Angelo Tondini Quarenghi e l’arte di vivere, guardare, ricordare nel suo ultimo libro Poesia in viaggio. Una vita 120 RESORTS MAGAZINE
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