Resorts Magazine
Rothko chiedeva allo spettatore di avvicinarsi alle tele, di sostare, di lasciare che luce, stratificazioni e tonalità creassero un’esperienza quasi fisica. I l legame con Firenze è uno degli aspetti più interessanti del progetto. Rothko visitò la città nel 1950 e rimase colpito dagli affreschi di Beato Angelico a San Marco e dall ’architettura della Biblioteca Medicea Laurenziana di Michelangelo. Due sezioni speciali por tano infatti alcune opere fuori da Palazzo Strozzi: al Museo di San Marco, in dialogo con le celle affrescate da Beato Angelico, e nel Vestibolo della Laurenziana, dove il confronto con Michelangelo richiama anche l ’ispirazione alla base dei celebri Seagram Murals. La mostra suggerisce così una lettura di Rothko lontana dall ’astrazione fredda o puramente formale. Le sue opere parlano di silenzio, memoria, inquietudine e trascendenza, trasformando il quadro in un luogo da abitare più che in un’immagine da osser vare rapidamente. Rothko a Firenze è una mostra da visitare senza fretta, lasciando che il dialogo tra pittura, luce e architettura restituisca tutta la profondità di un ar tista capace di rendere il colore un’esperienza dell ’anima. 122 RESORTS MAGAZINE
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